Saltar al contenido · Skip to content · Salta al contenuto · Zum Inhalt · Ir ao conteúdo · Przejdź do treści
Soddisfazione per il governo federale tedesco, agosto 2026. Fonte: Deutschlandtrend / infratest dimap.
Soddisfazione per il governo federale tedesco, agosto 2026. Fonte: Deutschlandtrend / infratest dimap.
Indice

Politica internazionale

«L’ultimo proiettile della democrazia»: il governo Merz di fronte alle elezioni statali

Il governo CDU/CSU e SPD guidato dal cancelliere Friedrich Merz, il più impopolare della storia recente, si prepara ad affrontare tre decisive elezioni statali a settembre 2026.

Di Lukas Effinger3 settembre 20265 min di lettura

Fonte: Deutschlandtrend — Tagesschau, 06.08.2026

Come lavorerà il governo federale dopo la riorganizzazione del gabinetto: 57 % ugualmente male, 12 % meglio, 12 % ugualmente bene, 11 % peggio. (Deutschlandtrend, agosto 2026)Come lavorerà il governo federale dopo la riorganizzazione del gabinetto

Soddisfazione per il governo federale: 49 % per nulla soddisfatto, 36 % poco soddisfatto, 12 % soddisfatto, 1 % molto soddisfatto. (Deutschlandtrend, agosto 2026)Soddisfazione per il governo federale

Nonostante un’estate estrema, con temperature record di 41,8 °C a giugno, siccità estreme e incendi devastanti, il cancelliere Merz ha prolungato le sue vacanze estive. Ne è risultato un silenzio assordante in un momento in cui i cittadini si aspettavano leadership e parole chiare.

Già prima dell’estate aveva riorganizzato il suo governo, una riforma del gabinetto che ha suscitato stupore o rifiuto in molti settori. In particolare, la destituzione del ministro federale dei Trasporti è stata percepita come un atto di dilettantismo politico. Le attese modifiche ai vertici del Ministero dell’Economia —soprattutto dopo un’estate così estrema— non si sono concretizzate. Eppure, la politica portata avanti dalla ministra Reiche, sostenuta dai lobbisti dei combustibili fossili, è evidente nel suo operato. Una politica che alimenta fenomeni meteorologici estremi, danneggia gravemente l’economia tedesca con ondate di calore e livelli idrici bassi, e favorisce l’immigrazione da regioni economicamente deboli e ancora più esposte a fenomeni estremi. In sostanza, la stessa politica che alimenta i timori dell’elettorato dell’AfD.

Nemmeno le grandi riforme annunciate per rafforzare l’economia, a un’analisi più attenta, risultano altro che semplici «riformette». Un esempio è la riforma dell’imposta sul reddito prevista: si stima che possa concedere alle famiglie un margine fino a 600 euro annui entro il 2028, una somma che, secondo gli esperti, è già stata erosa dall’inflazione. Allo stesso tempo, misure come l’obbligo di presentare un certificato medico sin dal primo giorno di malattia sono viste da medici e lavoratori come una burocrazia inutile e come un collasso degli studi medici con pazienti che necessitano semplicemente di riposo. Non sorprende, quindi, che iniziative del genere non si traducano in un miglioramento delle aspettative nelle rilevazioni demoscopiche.

Analizziamo ora le tre elezioni statali che si terranno a settembre. Quelle della Sassonia-Anhalt sono state commentate anche dall’ex cancelliera Angela Merkel: «Penso che dobbiamo tornare a fare qualcosa che non abbiamo dovuto fare per molti decenni: lottare davvero per questa democrazia, impegnarci, essere un po’ coraggiosi, mantenere la fermezza e dire che questa è una forma meravigliosa di vivere.»

Sassonia-Anhalt — 06/09/2026

Fonte: dawum.de/Sachsen-Anhalt (Open Database License — ODbL)

Sassonia-Anhalt: confronto con il risultato elettorale del 06.06.2021. AfD +20,9 punti (41,7 %), CDU −14,9 (37,1 %), Linke +1,1, SPD −0,4, Grüne −0,3, BSW n.a., FDP −3,3

Le elezioni in Sassonia-Anhalt sono sotto speciale osservazione, poiché, se i Verdi non dovessero superare la soglia del 5 %, potrebbe materializzarsi il rischio di un governo dell’AfD, il primo nella storia. Al contempo, questo Land a bassa densità demografica dell’est della Germania è stato finora un baluardo della CDU.

Il comitato statale dell’AfD, classificato come estremista di destra confermato dal novembre 2023, è guidato da Ulrich Siegmund, un politico trentacinquenne noto soprattutto per i suoi legami con membri della «Heimattreue Deutsche Jugend» (HDJ, vietata nel 2009) e del movimento «Identitäre Bewegung» (IB), nonché con il suo ideologo Martin Sellner. Ha acquistato particolare notorietà pubblica grazie alla riunione segreta di Potsdam —in cui Sellner, Siegmund e altri elaborarono piani di «remigrazione»— che diede luogo a grandi manifestazioni con oltre 200.000 persone mobilitate contro l’estremismo di destra.

→ Se l’AfD dovesse concludere queste elezioni con una maggioranza assoluta, o addirittura ottenere un ministro-presidente e un governo statale grazie a deputati dissidenti della CDU, la continuità della cancelleria di Merz risulterebbe, a mio avviso, insostenibile.

Meclemburgo-Pomerania Anteriore — 20/09/2026

Fonte: dawum.de/Mecklenburg-Vorpommern (Open Database License — ODbL)

Meclemburgo-Pomerania Anteriore: confronto con il risultato elettorale del 26.09.2021. AfD +19,3 punti (36 %), SPD −10,6 (39,6 %), Linke +1,1, CDU −3,3, Grüne −1,3, BSW n.a., FDP −2,8

Se l’SPD non riuscisse a formare un governo stabile —sia con i Verdi e Die Linke, sia nella variante meno probabile con la CDU e i Verdi—, la posizione della dirigenza del partito guidata dal vicecancelliere Lars Klingbeil e dalla ministra del Lavoro Bärbel Bas potrebbe risultare seriamente compromessa.

Berlino — 20/09/2026

Fonte: dawum.de/Berlin (Open Database License — ODbL)

Berlino: confronto con il risultato elettorale del 12.02.2023. Linke +8,5 (20,7 %), CDU −9,3 (28,2 %), AfD +8,5 (17,6 %), Grüne −2,2 (18,4 %), SPD −5,3 (18,4 %), BSW n.a., FDP −1,6

Questa è l’unica delle tre elezioni in cui l’AfD probabilmente non emergerà come forza più votata. Al contrario, si profila un cambio di potere: il governo statale attuale guidato dalla CDU potrebbe essere sostituito da una coalizione rosso-verde-rossa. Berlino diventerebbe così il secondo Land in cui Die Linke contribuirebbe a nominare il capo del governo.

Conclusione

Anche nel migliore scenario possibile per il governo federale attuale —in cui i ministri-presidenti della CDU in Sassonia-Anhalt e dell’SPD in Meclemburgo-Pomerania Anteriore difendano le loro cariche—, si profilano tempi turbolenti. Un buon risultato elettorale di Verdi e Die Linke, soprattutto se otterranno maggiore influenza attraverso il Bundesrat, aumenterà massicciamente la pressione sulla Unione come controparte politica. Tuttavia, ciò che sarà decisivo sarà se si riuscirà a contenere con successo l’influenza dell’AfD. Solo se si riuscirà a reindirizzare l’agenda politica verso concetti più progressisti, favorevoli all’ambiente e che promuovano un’economia davvero sostenibile, sarà dimostrato se la democrazia avrà preservato la propria capacità di azione.

Condividi

Per Instagram: copia il link e incollalo nella tua storia o nel DM.

Da leggere dopo

Continua con

  • UNA SOCIETÀ SPENTA DALLA LUCE

    Politica internazionale

    UNA SOCIETÀ SPENTA DALLA LUCE

    Cuando la noche desaparece bajo el resplandor artificial, no sólo perdemos las estrellas: perdemos el sueño, la biodiversidad y la capacidad de contemplar. Un análisis de los costos invisibles de la contaminación lumínica.

    Pedro Joaquin Villagra Delgado

  • Facciata principale del Palau de la Generalitat de Catalunya, sede del governo catalano, in Piazza Sant Jaume di Barcellona. Foto: Serge Melki, Wikimedia Commons (CC BY 2.0).

    Politica internazionale

    La nuova oasi catalana, ovvero come la tempesta precede la calma

    Dal pujolismo sociologico al procés e ai suoi postumi: un tour tra le tre grandi oasi catalane della storia recente e la nuova fase di calma istituzionale che si apre in Catalogna dopo il decennio perduto.

    Víctor-Xavier Bigorra Lorenzo

  • Il Campidoglio Nazionale dell'Avana, sede del Parlamento cubano e simbolo dell'istituzionalità repubblicana dell'isola. Foto: Nigel Pacquette, Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).

    Politica internazionale

    Addio Lenin, ciao Putin?

    Le 176 misure annunciate da L’Avana rappresentano l’ennesima apertura economica senza riforme politiche. La domanda non è se Cuba diventerà capitalista, ma se si trasformerà in un autoritarismo oligarchico sul modello di Russia o Bielorussia.

    Ernesto Sardiñas

Commenti

Ancora nessun commento. Apri tu la conversazione.

Accedi per commentare. Accedi