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Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (c. 1818). Un'immagine del romanticismo tedesco che evoca solitudine e contemplazione (dominio pubblico).
Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (c. 1818). Un'immagine del romanticismo tedesco che evoca solitudine e contemplazione (dominio pubblico).

Letterario

Anelito di un sentire vero

Sul semplice che resta non visto e sulla presenza non riconosciuta: un breve testo sul sentire autentico, in tensione con la cultura dell'algoritmo e dell'apparenza.

Di Juan Tomás Jara Masson17 gennaio 20261 min di lettura

Traduzione letteraria approssimativa. Questa versione è stata prodotta automaticamente e conserva il ritmo e le immagini dell'originale solo in parte. Per la versione definitiva, leggere nella lingua originale.

Tristi e solitarie relazioni senza bontà, mondo spento dalla superficie vaga di questa stirpe. Apparenze di bellezza che conducono al vuoto di un'umanità senz'anima.

Reti che non vedono, algoritmi che non sentono. Malinconia propria dell'arretratezza di chi non sa vedere oltre il chilometro quadrato di casa propria.

Antichità disprezzata e così poco apprezzata, penna e pugno che tradiscono le meraviglie non riconosciute di quanti oggi, intrappolati, non rispettano il passato.

Come se non sentissimo più, ci stiamo spegnendo. Il semplice resta inosservato, il saluto quotidiano nemmeno più offerto, l'atto stesso della presenza non riconosciuto, in un cerchio che non capisce più la vulnerabilità e riflette invece indifferenza all'essenza della verità.

Appartenere provando disagio, essere come uno straniero solo per appartenere a un'altra generazione. Vulnerabilità temuta, guscio costruito per ripararsi da un mondo senza senso.

In questa solitudine, essere d'altri tempi è parte di una condanna sociale. Isolamento di chi, prigioniero nella caverna, non comprende la personalità di chi è diverso e cerca un'identità che vada oltre la nazionalità.

Ostracismo di una gioventù un tempo ribelle, innovatrice e libera, oggi intrappolata nell'apparente.

Diventa quasi impossibile essere liberi, esprimere la verità del cuore che, di fronte alla marginalità, si protegge come difesa dal dolore e dalla crudeltà.

È davvero possibile, così, spezzare le catene della solitudine?

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